Bruxelles – Sì dei 27 Stati membri dell’Unione Europea all’architettura del prossimo bilancio europeo settennale (2028-2034). A consacrare il risultato, dopo il passaggio già registrato martedì scorso (16 giugno) in Consiglio Affari generali, è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Il Consiglio ha raggiunto un accordo sulla nuova struttura del quadro finanziario pluriennale (QFP). Si tratta di un importante passo avanti. Dimostra che gli Stati membri condividono l’ambizione della Commissione di un bilancio più semplice e a prova di futuro”, ha sottolineato la capa di Palazzo Berlaymont nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.Ma per von der Leyen non è solo questo il risultato, bensì anche i numeri messi nero su bianco dalla presidenza cipriota del Consiglio dell’UE nella sua cosiddetta ‘Nego box’. “Per la prima volta, grazie alla presidenza cipriota, disponiamo di un quadro negoziale con delle cifre. Questo è un altro importante passo avanti”, ha notato von der Leyen. Ma i numeri non descrivono ancora la figura finale che arriverà. “Naturalmente, nessuno vede immediatamente il proprio budget ideale in questa scatola; ma si tratta di una solida base di negoziazione, che la prossima presidenza – quella irlandese – dovrà portare avanti”, ha precisato. Il negoziato sul bilancio pluriennale è, di fatto, iniziato in questo Vertice UE e l’obiettivo auspicato da tutti è di arrivare al termine della trattativa entro la fine di quest’anno: “Un accordo entro la fine del 2026 consentirebbe l’adozione di atti legislativi nel 2027, necessari per garantire che i finanziamenti dell’UE raggiungano i beneficiari senza interruzioni a gennaio 2028″, ha osservato von der Leyen.L’architettura del quadro finanziario pluriennale (Qfp) per il periodo tra il 2028 al 2034 proposta dalla Commissione UE si sostanzia, in modo specificamente nuovo rispetto alle strutture dei passati Qfp, nei piani di partenariato nazionale e regionale (piani NRP). Nell’ambito del futuro fondo per i piani NRP, Palazzo Berlaymont prevede una drastica semplificazione amministrativa e un aumento dell’efficienza nell’erogazione delle risorse. In particolare, l’elemento cardine della riforma è la creazione di un piano unico per ciascuno Stato membro che andrà a sostituire gli attuali programmi settoriali distinti, accorpando in un solo strumento i finanziamenti destinati a coesione, agricoltura, pesca, migrazione, sicurezza e al Fondo sociale per il clima.Martedì scorso (16 giugno), il Consiglio Affari generali – titolare del dossier e della preparazione dei lavori del Consiglio europeo – ha concordato la sua posizione negoziale parziale su un regolamento fondamentale del bilancio dell’UE per il periodo 2028-2034 – i piani di partenariato nazionale e regionale (piani NRP). Dunque, già i ministri per gli Affari europei dei Ventisette avevano dato il loro via libera ai piani oggi sottoscritto dai leader.Come ricordato da von der Leyen, però, l’Unione è chiamata a “mantenere il livello di ambizione” a cui “devono corrispondere i mezzi per realizzarlo”. Per questa ragione, “abbiamo bisogno di un sistema solido e stabile di nuove risorse proprie. Ed è per questo che, entro la nostra prossima riunione (a ottobre, ndr), dovremmo avere un’idea condivisa su come vogliamo finanziare il prossimo QFP”.Ma se la frattura sull’architettura appare sanata, la battaglia sulla cosiddetta “equazione finanziaria” è invece interamente sul tavolo. Quanto mettere in termini di risorse complessive e come ripartirle è un tema di discussione divisivo per gli Stati membri, spaccati tra ‘frugali‘, ovvero gli Stati membri che tendono verso un bilancio comunitario ridotto, e coloro che invece vorrebbero più risorse (gli Amici della Coesione).
Ok architettura bilancio UE, Von der Leyen: "Passo avanti"
I 27 Stati membri hanno delineato l'architettura del prossimo bilancio europeo settennale, per Von der Leyen questo è un "importante passo avanti"









