Pubblicato il: 19/06/2026 – 18:32
di Marco Russo
CORTALE Non solo sui tagli boschivi, la ‘ndrangheta avrebbe tentato di mettere le mani anche sulla mensa scolastica. Sono le accuse mosse dalla Direzione distrettuale antimafia nell’inchiesta Artemis 2, prosecutrice dell’operazione scattata a novembre 2024 contro la cosca Cracolici, operante nei territori di Cortale, Maida, Jacurso e Maierato. Al vertice ci sarebbe Domenico Cracolici, alias “Mimmo”, destinatario insieme ad altri 8 della custodia cautelare in carcere lo scorso giovedì, con l’accusa di aver turbato le aste relative agli appalti boschivi e quella del servizio di refezione scolastica. Entrambe con lo stesso modus operandi: costituendo una società o cooperativa – secondo gli inquirenti – intestata fittiziamente a un parente prossimo, partecipando alla gara pubblica, esercitando presunte pressioni sugli uffici comunali e sulle ditte concorrenti.
Il bando per il servizio di mensa scolastica
In particolare, nell’inchiesta viene ricostruito l’iter che ha portato all’aggiudicazione del servizio di mensa da parte della società ritenuta riconducibile a Domenico Cracolici, impossibilitato per i suoi precedenti a partecipare ad una gara pubblica. Ad ottobre del 2022, il Comune di Cortale pubblica sull’albo pretorio la determina con il bando per il triennio 2022-2025, per un importo totale di circa 177 mila euro. Ma già un mese prima, ricostruiscono gli inquirenti, il presunto boss sarebbe stato a conoscenza della pubblicazione del bando, decidendo così di costituire una società per «permettere al figlio Giuseppe di lasciare il lavoro nei boschi e occuparsi di un’attività meno pesante». E per ottenere l’aggiudicazione, avrebbe goduto dell’aiuto interno – secondo l’accusa – del consigliere comunale Francesco Feroleto, coinvolto nell’inchiesta.







