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massimiliano scagliarini

Nel 2022 quando era in giunta comunale la esponente del centrosinistra ha ottenuto l' «affrancazione» a un costo estremamente favorevole. Il sindaco Nobiletti: «Nessun conflitto di interessi, il problema interessa tutti»

Venerdì 19 Giugno 2026, 06:05

«L’acquare, il seminare, il pernottare, il tagliare legna e raccogliere la manna». Ci volle il Tribunale della Regia camera, nel 1573, per riconoscere ai cittadini di Vieste il diritto di utilizzare il Bosco. Un decreto «con il quale si proibì agli approfittatori gli abusi perpetrati sino a quale momento», e che tanto servirebbe oggi: perché su questa storia, la storia (anzi l’abuso) degli usi civici a Vieste, si gioca un altro capitolo della vicenda che mette insieme l’ormai ex assessora Graziamaria Starace, il suo sindaco Giuseppe Nobiletti e il dirigente comunale nominato dal sindaco e con loro indagato per concussione, per aver revocato «per ripicca» la concessione demaniale all’ex marito di Starace, Sandro Corso, a sua volta a processo per maltrattamenti nei confronti della ex moglie.