Le telecamere di videosorveglianza non possono essere utilizzate dai Comuni per verificare il rispetto del Codice della strada o ricostruire incidenti a fini amministrativi. Lo chiarisce il Garante della privacy, che ha ammonito il Comune di Reggio Calabria per l’uso improprio dei filmati.

Le telecamere di videosorveglianza non potranno più essere utilizzate dai Comuni come una sorta di Var per controllare il rispetto del Codice della strada. Lo ha stabilito il Garante della privacy, che ha ammonito un ente locale per aver impiegato le immagini registrate per accertare la dinamica di un incidente stradale.

Le videocamere che ogni giorno monitorano le strade italiane sono infatti soggette a specifici vincoli di utilizzo e non possono essere impiegate per finalità diverse da quelle previste dalla legge. I filmati registrati potranno però essere conservati e analizzati per verificare eventuali condotte penalmente rilevanti. Videosorveglianza e incidenti stradali: il caso di Reggio Calabria Tutto nasce da un incidente stradale avvenuto a Reggio Calabria. Il Comune ha utilizzato le immagini registrate dalle videocamere che riprendono in modo continuativo le vie pubbliche per ricostruire la dinamica del sinistro. L'ente ha poi trasmesso i filmati alla Motorizzazione civile locale ai fini di un’eventuale revisione della patente. Sulla vicenda è intervenuto il Garante della privacy, chiamato a stabilire se la condotta dell’ente fosse lecita: la risposta è stata negativa.