L’esclusione dopo un comunicato sul genocidio a Gaza. L’associazione Lgbtqia+ ebraica Keshet parteciperà al Pride ma senza carro. Decisiva la mediazione del Comune di Roma.
Il carro di Keshet Italia al Roma Pride 2025 (Lapresse)
L'organizzazione Lgbtqia+ ebraica Keshet parteciperà al Roma Pride di domani, sabato 20 giugno 2026. Passo indietro degli organizzatori dopo l'esclusione annunciata tre settimane fa a causa della mancata condanna del genocidio in corso a Gaza. "Abbiamo avuto delle interlocuzioni, dei dialoghi con l'associazione, grazie al Comune di Roma di mediazione e in uno spirito di comunità si è trovato un punto di incontro e quindi domani l'associazione ebraica sarà presente nella parata ma senza il carro", spiega Mario Colamarino, portavoce della manifestazione. Colamarino ha anche annunciato che Keshet "parteciperà in uno spezzone a piedi" per cui ci si sta "organizzando nell'ottica di garantire la sicurezza di tutte le persone presenti".
La ricucitura dopo lo strappo sul genocidio a Gaza La decisione arriva dopo una mediazione del Campidoglio che avrebbe risolto settimane di reciproche accuse. "La bussola di una manifestazione politica è il suo documento e nel nostro la posizione del Roma Pride sul genocidio in corso a Gaza ad opera dello Stato di Israele è chiara", aveva scritto in un comunicato il coordinamento di associazioni che organizza la parata. Su questa posizione, Keshet Italia, nodo di una rete europea di attivisti Lgbtqia+ ebrei, non avrebbe mai dimostrato di voler "prendere le distanze dal genocidio in corso a Gaza ma, anzi, di fare un non condivisibile distinguo lessicale nel documento da loro recentemente pubblicato". Keshet aveva partecipato nel 2025. Una presenza che aveva suscitato polemiche ma che era stata difesa pubblicamente da Colamarino. Quest'anno il rapporto si era rotto a seguito di un comunicato del 18 maggio dell'associazione ebraica in cui si legge: "Pur ribadendo la propria solidarietà e vicinanza alle sofferenze del popolo palestinese, Keshet rifiuta ‘l’Olimpiade delle sofferenze' e mette in guardia contro l’uso superficiale di termini pesanti, ricordando che denunciare la crescita dell’antisemitismo non cancella l’esistenza di una tragedia umanitaria in Medio Oriente e a Gaza".







