La dottrina meloniana della destra di governo che non ha paura di quella “de panza” è già pienamente operativa. I destinatari sono i presidenti di regione, di province, aree metropolitane e i sindaci, questi ultimi in particolare, dato che alcuni sono già alle prese con consiglieri di maggioranza e assessori che han cambiato pelle sposando il verbo vannacciano.
Il messaggio agli enti locali: basta ambiguità nelle maggioranze
Ambasciatori e pontieri sono al lavoro per bonificare esecutivi e assise locali da chi pensa di poter stare con due piedi in due scarpe diversissime: uno nell’alleanza di governo e l’altro nel partito del Generale. Bisogna scegliere, o con Vannacci o con il centrodestra, tertium non datur e non saranno tollerate eccezioni, anche a costo di trucidare esperienze politiche territoriali. Così è deciso, così sarà, fino a nuovo ordine di Premiership.
Castrovillari recepisce la linea, Reggio si adeguerà
Fuori tutti i corpi estranei alla coalizione, specie ora che le postazioni devono essere chiare in vista della imminente e lunghissima campagna elettorale. La dottrina è stata recepita immediatamente a Castrovillari, la capitale del Pollino dove Fdi ha espresso il sindaco, Anna Degaio. Anche Reggio Calabria, naturalmente, vi si adeguerà in fase di costruzione dell’esecutivo a guida Cannizzaro.








