“Non possiamo attendere inermi, qui la situazione è seria e rischia di sfuggire di mano anche a noi”. Il centrosinistra lametino non si aspettava un’accelerazione forsennata della crisi politica , e di rapporti umani, in atto, nel gorgo della quale la maggioranza di centrodestra è entrata senza chiedere permesso a nessuno, così, naturalmente. Il quadro delle difficoltà in cui l’amministrazione Murone si muove era da tempo ben conosciuto, ma il rischio implosione ad un anno buono dal suo insediamento, no, quello proprio non era preventivabile.

Per questo, dem e affini riflettono già sul da farsi, alcuni addirittura sulla figura del prossimo candidato a sindaco, che nella politica moderna è la proposta piu’ importante da fare agli elettori; programmi e confronti macchinosi lasciano il tempo che trovano: bisogna andare dritti verso la composizione di una rosetta a tre petali a cui attingere appena la costruzione edificata con l’argilla, lo scorso anno, crollerà. Ora, è bene dirlo: siamo ancora al rango di pozza, ma tutto lascia presagire che la trasformazione in sabbie mobili non disti molto. E, si sa, in certe situazioni piu’ ti muovi ad minchiam, piu’ vai giu’.

Gli occhi su Wanda Ferro