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È ancora lontano dal raffreddarsi il dibattito tra i “nuovi” consiglieri di Futuro Nazionale con Vannacci e le opposizioni cittadine, in primis il Pd al quale non sono bastate le rassicurazioni del sindaco Mario Murone. Di certo, chi si aspettava il contrario aveva di che ben illudersi: lo “scioglimento” della Lega lametina, dopo il primo ufficiale distacco del deputato Domenico Furgiuele, è figlio di una dinamica politica non di poco conto che, se non altro, sta infiammando il dibattito già a livello nazionale. Lamezia, con il cambio di registro del gruppo consiliare, sale nei “record” per essere il primo comune a vedere nella propria consiliatura il movimento del generale Vannacci prima ancora della nascita ufficiale del Partito che è prevista per questo weekend a Roma. Non è bastato, il commento del primo cittadino al segretario dem Vittorio Paola, che anzi ha parlato di «una pièce teatrale dell’assurdo: il sindaco ha parlato di un governo cittadino aperto e inclusivo come un esponente di Avs ma non ha spiegato come questi tratti siano compatibili con i propositi violenti, razzisti e divisivi di Vannacci. Un inemendabile ambiguità – aggiunge Paola – che non cancella le imbarazzanti contraddizioni con cui Murone e le forze politiche di maggioranza hanno scelto tacitamente di accettare». Da qui l’appello a Wanda Ferro, Marco Polimeni, Antonio Montuoro, Emanuele Ionà, Pino Galati, le “teste” delle principali forze politiche di destra ormai tradizionali in Calabria dei quali, in effetti, non si è ancora sentita una voce di commento.











