Contenuto tratto dal numero di giugno 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
“Nel panorama biotech il nostro modello di business è distintivo perché mette la scienza al centro e reinveste in ricerca una quota – circa il 30% nel 2025, pari a 5,9 miliardi di dollari – tra le più alte del settore. Questo approccio ci ha permesso di sviluppare internamente la quasi totalità dei nostri farmaci, che sono disponibili in più di 100 paesi”. A dirlo è Andrea Musilli, manager dell’azienda biotecnologica e biofarmaceutica statunitense Regeneron.
Fondata nel 1988 dai medici scienziati Leonard Schleifer e George Yancopoulos a New York, l’azienda si dedica all’invenzione, allo sviluppo e alla commercializzazione di trattamenti che trasformano la vita delle persone con malattie gravi. Ha sviluppato internamente 14 farmaci e a marzo ha rafforzato la sua presenza in Italia con l’apertura dei nuovi uffici a Milano, consolidando il posizionamento nel sistema economico-sanitario e confermando il nostro Paese come uno dei mercati prioritari nell’ambito della strategia di espansione internazionale avviata nel 2021. Approdata in Italia nel 2023, oggi Regeneron ha circa 120 dipendenti nelle due business unit di oncology & hematology e immunology e più di 30 studi clinici attivi. I country manager delle due business unit sono lo stesso Musilli, che è anche site head in Italia, ed Elisabetta Bramani.












