In ambito farmaceutico il segmento dell’oncologia resterà determinante. Tanti i medicinali innovativi grazie agli investimenti nella ricerca e diverse le società con potenziale di crescita interessante. Lo spiega nel dettaglio Servaas Michielssens, responsabile healthcare, thematic global equity di Candriam.

Oltre alle politiche commerciali, negli ultimi mesi Trump ha concentrato l’attenzione su settore sanitario e prezzi dei farmaci. Come sta reagendo il settore alla volatilità causata dalle sue dichiarazioni?

L’healthcare è sottoposto a un costante scrutinio sui prezzi dei farmaci. Adesso, con la clausola “Most Favored Nation”, Trump mira ad allineare i prezzi Usa a quelli di altri Paesi. Il meccanismo di attuazione dell’ordine esecutivo del Presidente è ancora in fase di negoziazione e dovrà essere approvato a metà novembre. L’incertezza, quindi, continua a pesare, ma le valutazioni attuali riflettono ampiamente lo scenario peggiore, suggerendo ampie opportunità per un’inversione di tendenza o anche un re-bound effect.

In che modo stabilizzazione e calo dei tassi di interesse incidono sulla performance del settore?

Il settore salute in generale è poco impattato dai movimenti dei tassi, grazie a bilanci solidi e flussi di cassa costanti. Tuttavia, le valutazioni, soprattutto per le società early-stage, sono più sensibili ai tassi di interesse perché con flussi di cassa proiettati al futuro, si comportano come investimenti a lunga durata. Pertanto, tassi stabili o in calo favoriscono società innovative che possono ottenere valutazioni più elevate.