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“Quando in Italia si pronuncia la parola ‘specializzandi’, l'opinione pubblica e la politica pensano, per un automatico quanto errato riflesso condizionato, esclusivamente alla categoria dei medici. Esiste invece un mastodontico cono d'ombra che avvolge migliaia di altri professionisti della sanità: parliamo di veterinari, biologi, chimici, farmacisti, fisici medici e psicologi. Un esercito di invisibili strutturalmente indispensabile per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale, oggi ridotto allo stremo da una crisi delle borse di studio e delle iscrizioni che ne sta desertificando le fila”. È quanto dichiara in una nota Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute.
“Questi professionisti – spiega il Segretario – affrontano percorsi di specializzazione quadriennali, obbligatori per legge anche solo per poter partecipare ai concorsi pubblici nelle ASL, negli Istituti Zooprofilattici o nei laboratori ospedalieri. Eppure, lo fanno in condizioni di inaccettabile svantaggio rispetto ai colleghi medici: contratti precari, tutele assistenziali ridotte al lumicino e borse di studio spesso misere o del tutto assenti. Siamo di fronte al paradosso per cui migliaia di giovani laureati sono pronti a iniziare la propria formazione per mettersi al servizio della salute pubblica, ma restano bloccati al nastro di partenza perché impossibilitati a immatricolarsi per mancanza di coperture economiche”.








