Gli aspiranti specializzandi in area sanitaria non medica – dai farmacisti, agli psicologi, ai veterinari – attendevano da quasi un anno di sapere se fossero entrati o no nella scuola per la quale avevano fatto il test. Mancava un decreto per stabilire quanti posti ci fossero. Ora è arrivato: appena 1.520 borse di studio in tutta Italia. Le Regioni ne chiedevano quasi 4mila. E per molti l’attesa continuerà fino a settembre.
Migliaia di studenti hanno aspettato oltre un anno per sapere se avrebbero avuto accesso alla specializzazione in area sanitaria non medica per la quale avevano dato i test. Dopo la lunga attesa, in cui molti hanno dovuto mettere in sospeso la propria vita, rinunciando a offerte di lavoro ed opportunità personali, il governo ha risposto: e lo ha fatto con un decreto in cui riconosce che ci sarebbe bisogno di quasi 4mila specializzandi, ma ci sono i soldi per finanziare solo 1.520 borse di studio. Meno di un posto su due.
Ora la palla passa alle università. Alcune hanno già chiuso la questione, con una graduatoria definitiva, ma molte hanno rinviato a settembre per valutare la situazione. Infatti, gli atenei potranno decidere di concedere dei posti in più, nelle scuole di specializzazione, anche senza borsa di studio. Il decreto arriva quasi un anno dopo: servono 3.900 posti, ce ne sono 1.500 Fanpage.it aveva raccontato la situazione degli aspiranti specializzandi in area medica non sanitaria – psicologi, farmacisti, biologi, veterinari, chimici… – che avevano sostenuto da mesi i test di ingresso, ma ancora non sapevano nulla del loro destino. Molti di loro avevano iniziato a studiare nell'estate del 2025 per entrare in una scuola di specializzazione. Poi, un test dopo l'altro, una graduatoria provvisoria dopo l'altra, si erano ritrovati davanti università che non erano in grado di fargli sapere quante persone sarebbero entrate. Il motivo era sempre lo stesso: il governo (in particolare i ministeri dell'Università, della Salute e dell'Economia) non aveva ancora adottato il decreto necessario per stabilire quanti posti esattamente c'erano per ciascun Ateneo.







