Migliaia di aspiranti specializzandi nell’area sanitaria non medica – psicologi, farmacisti, biologi, veterinari… – aspettano da un anno di sapere se sono entrati nelle scuole di specializzazione per l’anno 2025/2026. Ma dai ministeri competenti manca il via libera per sbloccare le borse di studio. E così l’attesa si prolunga: “Ci troviamo in un limbo, abbiamo perso un anno a studiare continuamente”.
Ci sono migliaia di studenti che aspettano di potersi specializzare in discipline essenziali per la sanità italiana: biologi, psicologi, farmacisti, veterinari – tutti coloro che ricadono nelle cosiddette specializzazioni sanitarie di area non medica. Da quasi un anno, però, sono nel limbo: in attesa delle borse di studio che gli erano state promesse dal governo Meloni, e senza le quali i corsi non possono partire.
Così, aspettando che le procedure ferme negli uffici dei ministeri si sblocchino, passano da un esame all'altro, da una graduatoria provvisoria all'altra: "Abbiamo perso un anno a studiare continuamente, rifiutando altre opportunità. E nessuno ne parla", ha raccontato a Fanpage.it Enrico, 26 anni, laureato in psicologia e in cerca di una specializzazione in neuropsicologia. Le nuove borse per gli specializzandi non medici: pochi soldi e ritardi da subito Il governo Meloni con la manovra approvata a dicembre 2024 ha introdotto una borsa di specializzazione rivolta esclusivamente agli studenti dell'area sanitaria non medica. Un passo avanti per la categoria, certo, ma con due problemi evidenti. Il primo è l'importo: 4.773 euro lordi all'anno, ovvero meno di 400 euro lordi al mese. "I medici possono già costruirsi delle basi durante la specializzazione (prendono circa 1.700-1.800 euro lordi al mese, ndr), noi non lo potremo fare", ha lamentato Enrico.









