Domenica 28 Giugno 2026 | 20:54
Reporter:
Raffaella Direnzo
Domenica 28 Giugno 2026, 19:58
Lo stallo delle Scuole di Specializzazione dell’Area Sanitaria non Medica continua a sollevare interrogativi e malcontento tra professionisti, docenti universitari e rappresentanti istituzionali. A oltre un anno dall’approvazione della Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025), che ha introdotto le borse di studio per gli specializzandi non medici, numerosi candidati selezionati dagli Atenei non hanno ancora potuto iniziare il proprio percorso formativo. «Francamente anche noi direttori ci sentiamo in imbarazzo nel non poter dare risposte alle quotidiane e legittime richieste dei colleghi veterinari. Dal momento che il titolo di specializzazione è requisito obbligatorio per i concorsi pubblici nel Servizio Sanitario Nazionale, si ritarda di fatto l’ingresso nel mondo del lavoro pubblico, in un contesto di domanda costante di professionisti qualificati. Siamo fermi, nell’incertezza di sapere quando questi fondi verranno erogati e come sarà possibile gestirli!», ha spiegato la professoressa Marialaura Corrente, Presidente della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive dell’Università di Bari, una voce scelta per cronachizzare le ricadute concrete dello stallo sul mondo universitario e sulla formazione specialistica. «A distanza di due anni, la situazione è paradossale, se non kafkiana», ha rimarcato la docente. «Nel 2024 è stato introdotto nella legge di bilancio un fondo per finanziare borse di studio annuali a favore di specializzandi dell’area sanitaria non medica. Pur essendo il finanziamento esiguo (circa 4.773 euro lordi annui), la norma è stata salutata positivamente e si attendeva una ripartizione tra le varie Scuole, ad opera dei tre Ministeri coinvolti: Università e Ricerca (MUR), Salute ed Economia».






