Ci sono aziende che crescono, esportano e producono utili, ma rischiano comunque di chiudere. Non per carenze sui mercati o di competitività, ma perché manca qualcuno disposto a raccogliere il testimone del fondatore. Per affrontare questo fenomeno, che in Piemonte nei prossimi anni interesserà oltre 12.600 Pmi, la fondazione Sviluppo e Crescita Crt investirà 5 milioni di euro in “Eta 1 di Eureka! Venture Sgr”, il primo fondo istituzionale italiano dedicato ai Search Fund. «Si tratta di uno strumento che mette nelle condizioni professionisti e manager con una buona esperienza, ma senza un passato imprenditoriale diretto, di individuare una piccola o media impresa, acquisirla con il supporto degli investitori e poi gestirla in prima persona» ha spiegato Stefano Peroncini, ad di Eureka! Venture SGR.
Nel segno della continuità Nato all’università di Stanford negli anni Ottanta, il modello consente a giovani manager di rilevare aziende sane e assumerne la guida operativa. «Non sempre chi vende esce immediatamente dall’azienda. Spesso si costruiscono percorsi graduali. Si creano situazioni in cui imprenditori che non hanno figli interessati a proseguire l’attività ritrovano in questi giovani manager i figli imprenditoriali che non hanno», ha aggiunto Peroncini. L’operazione rientra nel nuovo Piano Strategico della Fondazione Sviluppo e Crescita Crt, che prevede investimenti per 92 milioni di euro entro il 2028 a sostegno di sviluppo economico, innovazione e inclusione sociale in Piemonte e Valle d’Aosta. Un alto moltiplicatore «Crt è stata tra le realtà pioniere in Italia nel dotarsi di uno strumento dedicato all’impact investing, anticipando un approccio che oggi è sempre più diffuso. È in questa prospettiva che abbiamo rafforzato il percorso della fondazione», ha spiegato la presidente di Crt, Anna Maria Poggi. La segretaria generale Patrizia Poliotto ha sottolineato invece la volontà di mettere a disposizione «non solo risorse, ma strumenti innovativi, competenze e capacità di dare risposte alle sfide economiche e sociali». L’investimento da 5 milioni punta inoltre ad attivare ulteriori 65-70 milioni di euro di capitali privati e bancari, con un moltiplicatore tra 12 e 14 volte le risorse iniziali. Le operazioni riguarderanno in particolare filiere strategiche per il Piemonte come automotive, logistica, packaging e gioielleria.











