C’è chi li definisce «la terza via all’imprenditorialità». Chi ci vede un futuro (e presente) metodo per far crescere il made in Italy, seguendo l’esempio statunitense e - in Europa - spagnolo. Chi li percepisce invece come strumenti per far crescere le imprese sane ma alle prese con difficili passaggi generazionali. Sta di fatto che i Search fund - speciali veicoli d’investimento creati per acquisire società non quotate in Borsa, sane, con un fatturato tra i 5 e i 30 milioni e un Ebitda tra 1 e 3 milioni - iniziano a decollare anche in Italia. Tanto che Eureka! Venture Sgr, per prima in Italia ha lanciato un fondo (chiamato ETA Fund) che investirà proprio in questi particolari veicoli finanziari.

Inizia dunque a prendere forma anche in Italia un nuovo mercato, che si affianca al private equity, al venture capital, alle Spac e a tutti gli strumenti nati per portare capitali freschi nelle imprese. «Oltre il 90% delle Pmi italiane è a conduzione familiare, ma solo il 20% circa ha predisposto un piano di successione - osserva Stefano Peroncini, amministratore delegato di Eureka! -. Ogni anno decine di migliaia di aziende affrontano il passaggio generazionale, spesso senza continuità: un fenomeno che espone il tessuto produttivo italiano al rischio di chiusure e perdita di competenze». I search fund provano ad offrire una soluzione a questo problema. A dare un futuro alle aziende sane, che perdono la guida del fondatore. I numeri del mercato sono ancora minuscoli, certo. Ma anche l’Italia muove i primi passi.