Luca D'Alessio
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MARINA ELVIRA BERLUSCONI, INDUSTRIA EDITORIA, GIANNI LETTA POLITICO
Lunedì si è svolta a Milano, al teatro Parenti, un incontro, più che altro un laboratorio, per testare la formazione di un nuovo centro, di giusta visione europeista. Si è avuta l’impressione di aver visto tanto entusiasmo a fronte però di poca adrenalina che veri leader politici devono diffondere nei prossimi futuri elettori. Un vero leader politico deve convincerti, deve avvincerti e ti deve regalare un sogno. E nel mentre te lo sta regalando, deve farti battere il cuore usando parole molo pragmatiche, assolutamente non populiste, volte ad accrescere il tuo senso di schieramento in modo pieno e fiero. Ma tutto questo si è visto? Tutto ciò detto i partecipanti lo hanno vissuto? Nel concreto chi ha partecipato, chi ha preso la parola, ha parlato di un serio progetto riformista ed europeista, soprattutto nell’indicare quantomeno un cronoprogramma per far fronte, in modo totalmente diverso, alle problematiche da affrontare?
Piercamillo Falasca ha spiegato con una metafora volutamente provocatoria la ragione d’essere del nuovo soggetto: “Il nostro obiettivo è hackerare il bipolarismo italiano, un bipolarismo ad attrazione filorussa o anti-europea. Se vogliamo difendere l’Italia e il suo posto in Europa, dobbiamo far saltare il banco di due coalizioni che sono entrambe condizionate da forze che dicono la stessa cosa: vogliono superare il patto di stabilità, non vogliono la difesa comune europea, sono propense a fare patti con la Russia di Putin.” Europeisti.eu, ha precisato, non è la riedizione del terzo polo: “È un polo a cui possano partecipare tutte le forze che in Europa votano insieme contro la destra xenofoba e contro la sinistra anticapitalista e fintamente pacifista”. Tutto molto bene. Ma per un progetto così ambizioso non crediamo proprio che si sia individuato un leader all’altezza del mandato.













