HomePoliticaIl centro smetta di contarsi: cominci a unirsiL’Italia non ha bisogno di nuove trincee ideologiche, ma di una strategia: rafforzare la propria presenza nel progetto europeo, contribuendo a una sovranità condivisaIl leader di Azione, Carlo CalendaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 19 giugno 2026 – Nella stagione dei populismi permanenti, una regola torna attuale: chi sta davvero al centro può fare centro. L’Italia è un Paese avanzato, aperto ai mercati, ricco di competenze e capacità produttive. Per questo non può inseguire ricette che appartengono alla propaganda più che al governo. Da un lato riaffiora la patrimoniale come risposta universale; dall’altro si alimenta una diffidenza sistematica verso la Ue. Spesso queste pulsioni si incontrano pur provenendo da schieramenti opposti. È il segno di una comune inadeguatezza davanti alle sfide del nostro tempo.
L’Italia non ha bisogno di nuove trincee ideologiche, ma di una strategia: rafforzare la propria presenza nel progetto europeo, contribuendo a una sovranità condivisa tra i popoli europei. L’alternativa non sarebbe più libertà nazionale, ma crescente subordinazione economica e politica. In un mondo dominato da giganti che controllano energia, materie prime critiche, tecnologie digitali, intelligenza artificiale, forza militare e influenza diplomatica, nessun Paese può bastare a se stesso. L’ultimo anno ha reso visibili questi rischi. È urgente rifondare il sistema politico attorno a pochi assi chiari: europeismo, atlantismo, cooperazione multilaterale, libero scambio, difesa comune. Non servono piccoli centri come appendici del bipolarismo. Serve un centro forte, autonomo, capace di riequilibrare il sistema e sottrarlo alla rendita elettorale del populismo.










