di

Fausta Chiesa

Se lo Stretto di Hormuz resterà aperto, l’anno prossimo ci saranno 8 milioni di barili in più al giorno e l’offerta salirà a oltre 110 milioni. Molto più di quanto ne consumi il mondo. E sui mercati potrebbe tornare anche il greggio iraniano

Mancanza di petrolio sui mercati mondiali causa Hormuz? Ancora per poco, se gli accordi tra Usa e Iran reggeranno e lo Stretto resterà aperto. Tanto che dal 2027 ci sarà un’abbondanza di barili. Se l'offerta totale di greggio quest’anno è attesa scendere a 102,4 milioni di barili in media al giorno, nel 2027 ci sarà un rimbalzo di 8 milioni di barili e salirà a oltre 110 milioni. Molto più di quanto ne consumi il mondo, che nella situazione pre-crisi in Medio Oriente viaggiava intorno a 103-104 milioni di barili al giorno. L’offerta, con il ritorno dei carichi dal Golfo Persico, supererà la domanda di oltre 5 milioni di barili al giorno l’anno prossimo. E questo anche perché c’è un produttore che vuole aumentare l’export, sono gli Emirati Arabi Uniti che proprio per questo motivo sono usciti dall’Opec.

Il petrolio iranianoLe previsioni sono dell’Agenzia internazionale dell’energia e sono state diffuse con l’outlook mensile il 17 giugno, lo stesso giorno in cui Trump ha annunciato la firma digitale dell’accordo provvisorio per porre fine alla guerra con l’Iran (con le quotazioni già scese sotto 80 dollari e tornate ai prezzi di un anno fa), che prevede la riapertura dello Stretto da parte di Teheran e la revoca del blocco navale statunitense, ponendo così fine alla più grande interruzione dell'offerta di petrolio della storia, con il blocco di oltre 14 milioni di barili al giorno di produzione petrolifera in Medio Oriente. «Se l’accordo regge, le esportazioni e la produzione dal Golfo dovrebbero registrare una graduale ripresa, anche perché le esportazioni di petrolio iraniano potranno riprendere pienamente, una volta revocato il blocco statunitense».