Le indagini che riguardano l’assassinio di Antony La Forgia, avvenuto a Molfetta nella notte tra il 15 e il 16 giugno, continuano serrate nella speranza di dare un nome ed un cognome all’omicida e al suo complice. Nelle ultime ore è partita una caccia all’uomo anche con l’ausilio di elicotteri che per tutta la giornata di ieri hanno continuato a sorvolare tutta l’area ponete di Molfetta, la zona in cui si è consumato il delitto, ma anche il quartiere da cui sarebbe partito il presunto litigio che ha portato pochi istanti dopo all’inseguimento e all’omicidio. La speranza degli inquirenti che i responsabili si costituiscano perde valore, motivo per cui le ricerche si stanno ulteriormente intensificando.

Determinante è stata al momento la testimonianza della ragazza alla guida dell’auto su cui si è consumato l’omicidio, scampata a sua volta miracolosamente ai colpi di arma da fuoco fatti esplodere dal killer. Da quanto trapelato, non sarebbero stati previsti particolari misure di protezione per la super testimone.

Così come importanti si stanno rivelando le immagini di videosorveglianza della zona e le ulteriori testimonianze fornite da coloro che avrebbero assistito al litigio nei pressi di un locale in Via Madonna dei Martiri. L’identikit fornito dalle persone attualmente ascoltate stanno direzionando le indagini, coordinate dal PM Francesco Chiechi della Procura di Trani, verso una persona ben precisa, con tutta probabilità minorenne, appartenete ad una delle famiglie criminali del territorio. Forse un rampollo che potrebbe godere, come trapelato dalla stessa Procura, della protezione della criminalità organizzata. Si sta procedendo con cautela, evitando di scatenare ulteriori episodi criminali, ma c’è tuttavia fiducia nel fatto di poter arrivare all’assassino e al suo complice nel più breve tempo possibile.