Il presunto assassino di Giacomo Mongiello, il 45enne morto ad agosto 2024 dopo un agguato a colpi di fucile a Foggia, avrebbe pianificato con cura le fasi del delitto, appostandosi presso un chiosco cittadino che si trova lungo la via dove è avvenuto l'omicidio e dove la vittima era solita fermarsi, almeno una ventina di minuti prima dell'agguato. È uno dei particolari che emergono dalle indagini sul delitto che hanno portato oggi all'arresto di Luca Ceglia, 43enne incensurato di Foggia. Il presunto killer avrebbe, inoltre, utilizzato una bicicletta a pedalata assistita per aggirare il traffico cittadino, di cui si sarebbe disfatto subito dopo il delitto abbandonandola e bruciandola a pochi metri dalla sua abitazione. La bici è stata ritrovata dalla polizia pochi giorni dopo l'omicidio. Dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, è stato poi possibile verificare che l'uomo, dopo il delitto, si sarebbe disfatto anche degli abiti indossati, abbandonandoli in un parco nei pressi del tribunale: sui vestiti sono state ritrovate tracce di polvere da sparo. Tra gli aspetti ancora al vaglio della Procura, ci sono gli accertamenti sul movente: l'ipotesi è quella di un collegamento con un altro fatto di sangue avvenuto in città, l'omicidio di Nicola Di Rienzo, giovane di 21 anni ucciso nel novembre del 2022 in una vicenda legata a questioni relative allo spaccio di droga e del cui delitto fu accusato, processato e condannato un giovane parente di Ceglia.