Lunedì 29 Giugno 2026 | 09:33
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Domenica 21 Giugno 2026, 15:20
Se tutti hanno un sosia al mondo, Giacomo Mongiello è morto ammazzato al posto del suo “clone”. E’ il movente principale ipotizzato, perché non ci sono certezze sul punto, da squadra mobile, procuratore aggiunto Rosa Pensa e gip Loretta Plantone che 48 ore fa ha ordinato l’arresto di Luca Ceglia, 43 anni, dipendente della Cartiera, ora in cella per l’omicidio premeditato di Mongiello, 45 anni, ferito sotto casa nella zona di via Sbano da 2 fucilate esplose da un killer in biciletta la sera del 2 agosto 2024; deceduto 48 ore dopo per le lesioni alla milza.
Scambio di persona - Ceglia, contro cui la prova principale è il suo dna trovato sul cappellino perso dall’omicida durante la fuga, potrebbe aver sbagliato persona nel far fuoco. Stando all’ipotesi accusatoria, forse credeva di sparare a A.P. foggiano noto alle forze dell’ordine, amico e molto somigliante a Mongiello (bassi, corpulenti, barba lunga, capelli rasati), tanto che tra loro si chiamavano “sosia”. A.P. avrebbe giurato vendetta per l’amico ventunenne Nicola Di Rienzo ucciso a pistolettate in via Saragat la sera del 27 novembre 2022 da Antonio Pio Ceglia, all’epoca dei fatti minorenne (ora ha 21 anni), figlio di Luca. Il padre dell’ex baby killer che sconta 10 anni per omicidio, avrebbe quindi eliminato chi avrebbe meditato di uccidere il figlio, ma sbagliando persona. Il condizionale è d’obbligo perché investigatori e inquirenti non hanno certezze sul movente del delitto Mongiello. Tra i tanti testimoni ascoltati durante le indagini anche chi ha messo a verbale che “un mio amico mi ha detto che in realtà volevano sparare a… A.P che somiglia molto a Mongiello”.








