Sono trascorsi oltre 10 giorni dall’omicidio di Antony La Forgia, il molfettese assassinato con cinque colpi di pistola nel quartiere ponente di Molfetta nella notte tra il 15 e il 16 giugno. La salma del 23enne non è stata ancora riconsegnata alla famiglia per poter procedere con il rito funebre e, ad oggi, non è stata nemmeno fissata la data dell’autopsia. Nel frattempo è una comunità intera a chiedere giustizia. Molfetta attende con ansia che venga dato un nome e cognome agli assassini di La Forgia ancora a piede libero.
Dal legale della famiglia La Forgia, l’avv. Michele Salvemini, giunge l’invito a lasciare lavorare gli inquirenti. Stesse parole le aveva pronunciate la scorsa settimana il procuratore capo di Trani, Renato Nitti, dettosi fiducioso sul buon esito delle indagini. I sospetti sarebbero concentrati su due persone, con tutta probabilità imparentate, individuate grazie alla testimonianza della giovane donna che viaggiava sulla stessa auto su cui è stato freddato Antony La Forgia. Tuttavia, agli inquirenti mancherebbero alcuni elementi per chiudere il cerchio, iscrivendo i sospettati nel registro degli indagati. Sarebbe proprio questo uno dei motivi per cui non è stata ancora fissata la data dell’esame autoptico sul corpo del 23enne.







