Per la Commissione regionale Antimafia, qualcuno ha fatto il furbo. E ha preferito tenere “ferma” la norma che blocca le assunzioni alla Regione per quasi tre settimane, in modo che qualcuno avesse il tempo di preparare bandi “last minute”. Prima, cioè, che scattasse la tagliola del blocco. E in una riunione dei componenti, il tema è saltato fuori, col dito puntato su due enti regionali: l'Istituto zootecnico e l'Arpa.
Per capire bene in cosa stia la “furbata”, bisogna riepilogare i passaggi di un iter legislativo-burocratico assai discusso. Durante l'esame di un disegno di legge su tematiche varie, il deputato del Pd Antonello Cracolici, che è anche il presidente dell'Antimafia regionale, ha proposto una norma che blocchi le assunzioni di ogni tipo per gli enti regionali: le deroghe sono previste solo in alcuni casi, il divieto, infatti, “non si applica – recita la legge - alle procedure di reclutamento, mobilità e stabilizzazione già avviate o definite alla data di entrata in vigore della presente legge”, oltre che al “al personale sanitario delle Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere, al personale stagionale della Regione e degli enti regionali già regolarmente inserito nelle apposite graduatorie, alle modifiche e novazioni contrattuali relative ad integrazioni orarie per il personale con contratto a tempo parziale in essere e alle stabilizzazioni del personale degli enti partecipati dalla Regione nonché ai contratti stagionali delle Fondazioni e degli enti regionali lirici e sinfonici».







