Un vertice per fermare il tracollo di una coalizione. Di una “ex coalizione”, aveva sentenziato pochi giorni fa Raffaele Lombardo. E alla fine di un incontro durato due ore all'Hotel delle Palme di Palermo, i responsabili regionali di Mpa e Lega, cioè Fabio Mancuso e Nino Germanà, appaiono uno accanto all'altro, per le dichiarazioni di rito.
Per quei pochi minuti, il centrodestra è unito. Ma nelle due ore precedenti non erano mancati i momenti di tensione, raccontano alcuni tra i presenti. Attorno al tavolo Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia, Luca Sbardella, commissario regionale di Fratelli d'Italia, Marianna Caronia, deputata regionale di Noi Moderati, Decio Terrana, coordinatore regionale dell'Udc e Carmelo Pace, capogruppo della Democrazia Cristiana. E poi, come detto, Mancuso e Germanà.
Il leghista parla di «confronto franco e sereno. Dobbiamo fare mea culpa e ripartire». Il lombardiano si dice certo che si potrà ripartire «trovando le ragioni dello stare insieme. Il primo passo è stato fatto: ci siamo seduti a parlare». Intorno a loro è ruotato un vertice ampiamente annunciato. Ma che rappresenterà solo un “primo tempo”, in vista di un confronto col presidente della Regione che ieri non c'era. Forse anche per “svuotare” di contenuti politici generali un confronto che nasce sulla scia dei veleni amministrativi.











