I leader di Pd, 5s e Avs ancora insieme: la coalizione si schiaccia a sinistra e isola i moderati

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Il campo largo abbraccia la Fiom e allontana i moderati. La coalizione anti-Meloni piazza il baricentro sul versante della sinistra radicale. Dopo lo stop a Matteo Renzi, ecco il secondo indizio: a Bologna, alla festa della Fiom, spunta il secondo scatto dell'alleanza progressista. Conte, Fratoianni e Schlein si ri-incontrano a una tavola rotonda moderata da Marco Damilano, ideologo del campo largo. La new entry è Michele De Palma, leader della Fiom e delfino di Maurizio Landini. Si parla di lavoro e di ricette economiche a base di assistenzialismo e tasse. Il copione che fa impazzire la coalizione pro-Islam.È il secondo messaggio politico lanciato nel giro di 48 ore: la coalizione si schiaccia a sinistra. All'evento non c'è alcun rappresentante del mondo centrista. Uno scenario che fa crescere i malumori nell'area riformista e cattolica del Pd. L'esclusione di Renzi dalla foto della coalizione è bollato come "errore" da parte dei riformisti dem. Giuseppe Conte non apre spiragli: "Ogni ora del giorno mi costringete a parlare di lui quando ci sono tante realtà di quest'area di centro. A settembre valuteremo", dice intervistato da La7.In realtà l'opzione Onorato è quella che piace all'ex premier. L'assessore della giunta Gualtieri sta costruendo il progetto Civico Nazionale con la benedizione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. E Conte vorrebbe Onorato come federatore della gamba centrista. Il progetto di Onorato e Manfredi non decolla. E Renzi gode, aspetta il nemico (Conte) al varco. Schlein non si sbilancia: "Non mettiamo veti".