A oltre 5 mila metri di profondità, dove la luce non arriva e la pressione è estrema, gli scienziati hanno identificato qualcosa di mai visto prima: un vastissimo accumulo di resti di balene che si estende per centinaia di chilometri sul fondale dell’Oceano Indiano. Un vero e proprio “megasito” fossile, soprannominato necropoli della Zona Diamantina, che potrebbe rappresentare il più grande cimitero di cetacei mai documentato.

Un paesaggio sommerso popolato da ossa e carcasse

Le immagini raccolte tramite veicoli sottomarini hanno rivelato un fondale disseminato di resti: vertebre, costole e scheletri parziali di balene, insieme a carcasse più recenti ancora colonizzate da organismi profondi. In un’area di studio relativamente ridotta, i ricercatori hanno identificato centinaia di fossili, suggerendo che l’intera regione possa contenerne migliaia per chilometro quadrato. Il sito si estende per oltre 1.200 chilometri e comprende resti distribuiti tra 4.000 e 7.000 metri di profondità. Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Una scoperta unica nella storia della biologia marina

Secondo gli studiosi, si tratta di una delle più importanti concentrazioni di resti di mammiferi marini mai osservate. Alcuni fossili risalgono a oltre 5 milioni di anni fa, al Pliocene inferiore, mentre altri sono più recenti ma ancora straordinariamente ben conservati. Tra le specie identificate figurano diverse balene dal becco, animali poco conosciuti perché vivono in acque profonde e sono difficili da osservare.