«Non me lo perdonerò mai sa?»

Cosa, professore?

«Di aver dedicato tanta parte della vita alla Fondazione Corrado Alvaro, al servizio dei clan di ‘ndrangheta di San Luca. A mie spese, per giunta».

Non è la facile ironia dei vincitori, quella di Aldo Maria Morace, per 25 anni presidente della Fondazione alvariana, detronizzato dallo scioglimento per presunte infiltrazioni criminali il 25 marzo dello scorso anno, virtualmente reintegrato con tante scuse dal Tar, la cui sentenza pochi giorni fa, il 12 giugno, ha demolito quel provvedimento della Prefettura di Reggio Calabria. Amaramente, il professore ci scherzò su anche allora, quando ci ricordò di «aver preso il testimone» alla guida dell’istituzione «da un altro noto mafioso, monsignor Stefano De Fiores, mariologo di fama mondiale, ora in corso di beatificazione in Vaticano».

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