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Paola D'Amico

Dal quartiere San Donato al quartiere Falchera di Torino: così la Fiësca Verd rigenera le periferie creando «community garden». L’idea di un gruppo di amici che ha preso piede, coinvolge i residenti e mappa i bisogni partendo dal basso. Ospiti alla Green week di Milano a un evento di Fondazione Alia Falck

Il primo orto/giardino è nato a Torino nel quartiere San Donato: tessuto urbano con un passato industriale e in forte trasformazione. L’idea di un gruppo di amici under 30 è stata di rigenerarlo attraverso il verde. Con un progetto non calato dall’alto bensì co-progettato con gli abitanti di quella periferia. Il progetto ha preso corpo appena dopo la pandemia da Covid e ha funzionato così bene che tempo quattro anni il team di «Fiësca Verd» ha ceduto ai residenti la gestione. Intanto erano stati avviati altri tre giardini condivisi. In altrettante complesse periferie: tra i quartieri Barriera e Aurora, e poi all’Arquata e al Falchera.Il nome scelto per l’associazione chiarisce più di tante parole la filosofia dei fondatori oggi trentatreenni, Enrico Corgnati, educatore, Fabio Giraudi, con competenze agricole e agrotecniche, e Luca Moschella, laureato in Beni culturali: «Fiësca, in piemontese, vuol dire “spicchio” e noi da subito - spiega Enrico Corgnati - abbiamo immaginato di realizzare tanti spicchi verdi sparsi in città per dare vita a nuove aree di partecipazione attiva verde». La partenza del community garden è stata possibile grazie a un bando della Fondazione Compagnia San Paolo rivolto agli under 30. «Un punto di partenza importante - aggiunge Corgnati - che ha permesso di trasformare una idea in una realtà lavorativa. Fiësca Verd oggi è una associazione di promozione sociale che conta una sessantina di soci e quaranta volontari, oltre a noi tre che siamo soci lavoratori. Abbiamo seguito il primo orto per quattro anni e dallo scorso anno lo abbiamo lasciato alle cure dei volontari che lo gestiscono in autonomia».