Un orto urbano coltivato da persone migranti per favorire inclusione, autosostentamento alimentare e nuove opportunità di crescita sociale ed economica. È stata inaugurata ieri pomeriggio l’iniziativa “Orti Urbani migrare”, promossa dal centro di Ateneo Migrare dell’Università, dalla Caritas Diocesana e dall’ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi, con il supporto di Irritec e della Coldiretti. Il progetto ha previsto la realizzazione di un orto urbano destinato all’uso agricolo di persone migrate, con l’obiettivo di favorire percorsi di inclusione e autonomia attraverso attività legate alla coltivazione e alla sostenibilità. All’Ateneo palermitano è affidato il coordinamento delle attività formative, di ricerca e di terza missione legate all’iniziativa. L’orto è stato realizzato negli spazi di Villa Bordonaro dell’Associazione culturale “Gli Orti delle Fate”, in via Umberto Boccioni 237. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato, tra gli altri, l’arcivescovo Corrado Lorefice, il delegato del rettore per le attività di valorizzazione dei beni culturali, storici e monumentali Paolo Inglese, i referenti del progetto insieme ai beneficiari del progetto provenienti da Costa d’Avorio, Sri Lanka, Repubblica Democratica del Congo, Capo Verde e Senegal.Referenti del progetto sono il professore Aldo Schiavello, direttore del Centro di Ateneo Migrare dell’Università, don Sergio Ciresi, direttore della Caritas Diocesana di Palermo, e la dottoressa Luisa Capitummino, direttrice dell’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro.