Con un neologismo, si potrebbe dire che il corso formerà una nuova figura: l’“ortosocialista”. Che non è un socialista ortodosso ma un esperto di orti urbani. A formarli sarà l’università di Bari, in particolare la facoltà di Agraria, che si rivolge sì ai suoi studenti ma anche a soggetti esterni in possesso di diploma. Cosa impareranno? “L’orticoltura e la progettazione di spazi verdi urbani”.

"Stanchi del grigiore della città?”, esordiscono nella promozione del corso i docenti universitari. Vi insegniamo a “costruire luoghi di benessere a due passi dai trafficanti centri urbani”. Le materie saranno “Agricoltura biologica e biodiversità: gestione degli orti, fertilità del suolo e mitigazione ambientale attraverso l’utilizzo di risorse genetiche locali e tradizionali”. Ma c’è anche una parte didattica che riguarderà l’“inclusione, la rigenerazione urbana, la costruzione di comunità e il benessere bio-psico-sociale” e anche l’aspetto educativo: “orti come spazi di apprendimento e crescita individuale e collettiva”.

L’obiettivo del corso è offrire ai discenti gli strumenti utili per pensare, progettare e gestire orti urbani e sociali anche in contesti complessi, integrando agricoltura, educazione e sostenibilità. Sono previste lezioni online e in presenza, laboratori, analisi di casi studio (come Ortodomingo e parco Campagneos a Bari) visite tecnico-didattiche (la prima sarà a Ostuni, ai Giardini della Grata) e workshop con esperti interdisciplinari. Sarà garantita la possibilità di seguire il corso a distanza. C’è tempo fino al 20 febbraio per iscriversi.