di
Alice D'Este
La provocazione del dirigente di Lozzo Atestino nasceva dalla volontà di condannare le pubblicazioni dei materiale sensibile sui social
Tutto è cominciato quando ha visto il suo feed di Facebook riempirsi in modo incontrollato di foto di «pagelle». Genitori, conoscenti, amici, tutti a celebrare online i voti dei figli. In molti casi con tanto di nome, cognome e perfino codice fiscale. È così che Alfonso D'Ambrosio, preside dell'istituto comprensivo di Lozzo Atestino (Padova) ha deciso di lanciare una provocazione online.
La pagella fatta con l'AIHa pubblicato sul suo Facebook una foto di una finta pagella fatta con l'AI con tanto di messaggio: «Auguri, Mario, per la promozione! Complimenti per il tuo 6 in italiano, il 7 in musica e persino per quei due 5 che fanno tanto "studente autentico"». La provocazione, però, ha funzionato in modo molto diverso dal previsto. E quello che voleva essere un monito contro le pubblicazioni di materiale sensibile sui social è diventata la testimonianza (ennesima) del loro «mal funzionamento».









