di
Mario Calabresi
Il giornalista e la riflessione dal libro «Svegliarsi all’alba», tra le proposte della prima prova all'esame di maturità: impegno e passione sono un antidoto
Da molti anni pensavo di scrivere un libro sulla fatica, su un’idea del mondo che è decisamente fuori moda. Non perché la fatica non si faccia più, ma perché non ci piace parlarne e perché ogni genitore oggi pensa che amare i figli significhi proteggerli dalla fatica, dal dolore e dalle frustrazioni.
Ogni cosa, intorno a noi, parla la lingua dell’efficienza, dell’immediatezza e del massimo risultato, l’algoritmo e l’intelligenza artificiale promettono di servirci risposte senza fare fatica, ma sono risposte che evaporano con la stessa velocità con cui sono venute. È il percorso, con i suoi tempi e la sua progressione, che costruisce conoscenza e memoria.












