«Il mio libro è nato da un incontro con un gruppo di ragazzi che dovevano sostenere la maturità. Gli dissi: 'Vi auguro nella vita di fare tanta fatica''». Il giornalista e scrittore Mario Calabresi a Radio24 racconta come è nato il suo libro 'Svegliarsi all'alba', oggi oggetto di una delle tracce dell'esame di maturità.

La traccia sulla fatica «E' un libro sulla fatica, racconta storie di chi si alza all'alba, di chi non si risparmia anche fisicamente. Certo non mi sarei aspettato di finire tra i temi della maturità», dice Calabresi rivelando che nei giorni scorsi 'degli studenti di un liceo di Fondi mi hanno scritto perchè la loro tesina per l'orale della maturità è ispirata proprio al mio libro'. Tra i maturandi di quest'anno non ci saranno le due figlie di Calabresi, diplomate lo scorso anno. 'Mi hanno detto scherzando: 'meno male che non è uscita lo scorso anno questa traccia!''. Chi è Mario Calabresi Calabresi, giornalista e scrittore, figlio di Luigi Calabresi, il commissario ucciso dalle Brigate Rosse nel 1972, ha costruito la sua riflessione sul lavoro e sul tempo a partire da storie personali. Non è un elogio del dolore, quello che propone. È piuttosto un richiamo alla consapevolezza. La fatica come costruzione, come scelta deliberata di non saltare i passaggi. In un’epoca che promette risultati rapidi, clic, like, successi in 24 ore, quella voce della nonna suona come un’anomalia. Ma forse è proprio per questo che il ministero l’ha scelta.La traccia costringe i maturandi a fermarsi. A chiedersi: cosa abbiamo perso, inseguendo la scorciatoia? Calabresi non dà ricette. Racconta una testimonianza. E quel “se ci sono, sono un inganno” è il punto di svolta. Perché le scorciatoie esistono, eccome. Esistono nelle promesse dei corsi online, nelle formule magiche per diventare ricchi in un mese, nei trucchi per imparare una lingua in sette giorni. Esistono nel lavoro che si fa in fretta per arrivare al risultato senza passare dalla qualità. Ma, dice Calabresi, sono un inganno. Ti fanno credere che puoi evitare la parte dura, e invece ti rubano il senso di ciò che fai.Il libro Il libro, uscito nel 2021, si muove tra biografia e saggio. La nonna, figura centrale, rappresenta una generazione che la fatica l’ha conosciuta sulla pelle, ma che l’ha trasformata in dignità. “Alzarsi all’alba” non è un manuale di self-help. È un racconto che invita a guardare il mattino con occhi diversi. E la scelta ministeriale, in un certo senso, lo conferma: parlare di fatica agli studenti, in un anno in cui il dibattito sulle competenze e sul merito è più acceso che mai, ha un sapore di attualità.E così il tema che i maturandi dovranno affrontare non è astratto. Parla di ciò che fanno ogni giorno, di come studiano, di come si preparano all’esame stesso. La fatica di ripetere, di capire, di sbagliare e riprovare. Non c’è sostituto. Forse è questo il vero senso della scelta: ricordare che la vita, quella vera, non si scorcia. Si vive, passo dopo passo, alba dopo alba.