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L’inchiesta «Mystic River» dei carabinieri forestali esplosa a giugno del 2022
Tangenti incassate per pilotare gli appalti sui lavori dei fiumi di mezza regione, prime richieste di patteggiamento per l’inchiesta dei carabinieri forestali esplosa a giugno del 2022 e denominata Mystic River. Dopo la chiusura delle indagini infatti il pm Andrea Laurino aveva chiesto il processo per 18 persone fisiche e una società con sede nel Pesarese, accusati a vario titolo di corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, truffa aggravata, falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, subappalto non autorizzato e responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in relazione ai reati di corruzione. Le richieste di patteggiare sono state in parte formalizzate ieri, nell’udienza preliminare. Tra chi ha avanzato il patteggiamento c’è anche l’ex funzionario pubblico Euro Lucidi, 67 anni, di Senigallia, all’epoca dei fatti geometra in servizio all’ex Genio Civile di Pesaro. Era stato l’unico indagato finito in carcere (su 8 misure cautelari, gli altri erano imprenditori finiti ai domiciliari) ma poi la misura era decaduta. Per la Procura sarebbe stato il principale destinatario dei benefit elargiti dagli imprenditori per accaparrarsi i lavori sui fiumi. Denaro e utilità come cene, pranzi, legna da ardere, olio e perfino la festa di laurea per la figlia. Lucidi, difeso dall’avvocato Riccardo Leonardi, è pronto a chiudere con un patteggiamento a 2 anni più un risarcimento di 18mila euro al Fondo Unico di Giustizia, cifra pari al profitto corruttivo ipotizzato. Sempre ieri sono stati discussi due abbreviati. Uno per Maria Elde Fucili, 61 anni, pesarese, difesa dall’avvocato Marco Pacchiarotti, all’epoca era la rup (responsabile unica del procedimento) nell’iter di affidamento per la protezione spondale di un tratto fluviale del fiume Foglia, e da un imprenditore pesarese, Francesco Paci, 43 anni, difeso dall’avvocato Paolo Biancofiore. Altri non hanno avanzato richieste di riti alternativi e in caso di rinvio a giudizio andranno a processo con il rito ordinario.









