Collaudi inesistenti, permessi antisismici ottenuti dietro pagamento e relazioni 'ritoccate' per far risultare regolari edifici che non lo erano affatto. È questo lo scenario al centro dell'indagine per corruzione coordinata dalla Procura di Roma, che ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a 22 persone. Tra queste figurano anche due funzionari della Regione Lazio, Luigi De Simone e Danilo Subiaco, entrambi in servizio, all'epoca dei fatti, presso l'Area del Genio Civile di Roma Città Metropolitana e Rosa Gargiulo. Secondo l'accusa, formulata dall'aggiunto Giuseppe De Falco e dal pubblico ministero Carlo Villani, i due avrebbero messo il proprio ruolo pubblico a disposizione di un sistema illecito, ricevendo presunte mazzette per sanare pratiche edilizie irregolari tra il 2019 e il 2022. Invece di verificare la sicurezza strutturale degli immobili e il rispetto delle norme antisismiche, sarebbero stati attestati controlli mai effettuati, consentendo la realizzazione o la sanatoria di costruzioni prive delle necessarie autorizzazioni.