HomeFirenzeCronacaOrtaggi, trombe e provocazione. La folle serata futurista al VerdiLa gran bagarre a Firenze il 13 dicembre 1913. Sul palco Marinetti, Boccioni, Soffici, Papini e altriFilippo Tommaso Marinetti affittò il teatro Verdi nel 1913Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLuca Scarliniattesa era spasmodica: il 12 dicembre 1913 il Teatro Verdi, affittato per l’occasione da Filippo Tommaso Marinetti, stava per presentare la Grande serata Futurista. Ormai gli spettacoli organizzati dal fondatore del movimento esercitavano una attrazione folle sul pubblico, che ci si recava per poter dileggiare e per esprimere la sua avversione a questo gran cabaret dell’avanguardia con lancio di ortaggi e di altri oggetti contundenti verso la scena.
Il numero di Lacerba del 15 dicembre 1913 riassume chiaramente la questione: "dall’altra parte nella sala 5000 nemici, clericali, borghesi, studenti, liberali, aristocratici (beceri più degli altri), virtuisti (cristiani?), giornalisti (indifferenti, ironici), poliziotti (inattivi), beceri (presi a nolo), ossia scritturati per esprimere dissenso contro lo spettacolo. Queste le “armi” utilizzate per la grande bagarre: “patate, carote, cipolle, assafetida, torsoli, acciughe, sardine, uova, pattona, sputi, mele, castagne, pastasciutta, lampade elettriche, fagioli, ceci. Trombettine, trombe d’automobile, corni, raganelle, chiavi, ecc". La penna è quella aguzza e straordinaria di Giovanni Papini che per breve tempo fu in sintonia con il mondo futurista (anche se le relazioni erano iniziate sotto il segno dello scontro, con una gran scazzottata alle Giubbe rosse), che in quel momento trovava vicino alla vena delle sue Stroncature, salvo poi separarsene clamorosamente poco dopo. Questi i “resultati” della serata, in una visione ovviamente di parte: "irritazione del pubblico che voleva ascoltare, aumento di simpatia per il futurismo, conversioni immediate al futurismo, vergogna postuma di gran parte della cittadinanza, rimproveri di tutti i giornali alla vigliaccheria stupida degli spettatori".








