Luca ScarliniInizia qui una serie di memorie di spettacoli che a Firenze in Toscana suscitarono discussioni forti e scandali, scontri e riflessioni, a partire dall’Ottocento. Alessandro Lanari fu uno degli impresari d’opera più importanti dell’Ottocento. Marchigiano, arrivò a Firenze, dove ebbe la gestione del Teatro della Pergola per la prima volta nel 1823. Qui stabilì il centro del suo impero musicale, compiendo scelte spesso assai moderne e rischiose, che suscitarono grandi discussioni e notevole attenzione da parte del pubblico. In quello che all’epoca era il maggior teatro fiorentino, produsse Parisina di Gaetano Donizetti, e aprì al repertorio straniero, con il romanticissimo Freischütz di Carl Maria von Weber e con due fortunate presenze di Giacomo Meyerbeer (Gli Ugonotti e Roberto il diavolo).

Uno spettacolo che calamitò l’attenzione fu Macbeth di Giuseppe Verdi, che andò in scena il 14 marzo 1847, segnando una data capitale nella storia del melodramma. Il musicista, che aveva poca passione per la mondanità, era atteso per la ripresa di Attila, ma non si fece vedere. Fu invece in teatro assai lungo, per cento prove, necessarie per la realizzazione di un lavoro che per l’epoca era inusitato e perfino incredibile.