Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiAumentare il divario o ridefinire i compiti sono i rischi dell’intelligenza artificiale che il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha sollevato. Ma non senza lanciare anche un monito: «L'intelligenza artificiale deve rispettare le capacità di ogni persona, non ridurla a elemento marginale di processi automatizzati».
Mattarella è intervenuto, dopo la presidente della Bce Christine Lagarde, al XIX simposio Cotec Europa dal titolo Ripensare il lavoro nell'era dell'Intelligenza Artificiale: trasformazione, opportunità e governance in corso sull'isola di San Giorgio a Venezia. Sul’Isola di San Giorgio presenti anche il presidente del Veneto Alberto Stefani, il sindaco di Venezia al debutto, Simone Venturini, e la presidente di Cotec Italia, Fabiola Gianotti.
Uno dei primi temi toccato dal Presidente è quello del lavoro. «In una società libera, il criterio che regola la vita di tutti è quello della responsabilità, del rendere conto. Assistiamo, certamente, a un processo di ridefinizione di compiti, di competenze richieste, di trasformazione del contributo fornito dall'elemento umano e del suo significato nella catena del valore dei prodotti. Il processo indotto non comporta solamente trasformazioni nel mercato del lavoro e delle professioni, con la potenziale perdita di posti di lavoro in attività esistenti, ma pone il tema del possibile allargarsi delle disuguaglianze, a livello nazionale e fra i Paesi, a partire dal monopolio e dall'accesso a competenze sempre più qualificate».











