Intelligenza artificiale e sovranismo fanno a cazzotti. Sergio Mattarella mette in guardia dai rischi dell’uso senza regole dell’IA e fa notare a chi governa, da casa nostra a Bruxelles e oltre, che si rischia “il disordine internazionale”. La concentrazione in poche mani e senza regole di questo strumento rischia di affidare a pochi big privati la sovranità finora appartenuta agli Stati. Mentre a Evian va in scena una tavola rotonda del G7 allargato ai big della nuova tecnologia da Sam Altman a Dario Amodei, il presidente della Repubblica parla al Cotec a Venezia, davanti al re di Spagna e al presidente del Portogallo, per spronare innanzitutto l’Unione Europea: “Deve compiere un salto. Passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete”.

“Le strategie sono state ampiamente discusse” fa notare il Mattarella, ora serve “il passaggio dalla necessaria produzione di regole alla operatività”. Ed è quindi “indispensabile che i governi membri dell’Unione abbandonino timidezze e riserve e che non siano di freno per l’azione comune”.

Il Presidente cita l’enciclica del Papa, fa notare che “questo affascinante strumento offre nuove opportunità per istituzioni, imprese e singoli”. Ma a differenza di precedenti rivoluzioni tecnologiche, che hanno riguardato soprattutto attività manuali e ripetitive, l’IA interviene “su funzioni ad alto contenuto cognitivo: elaborazione di informazioni, scrittura, analisi, progettazione, consulenza, supporto decisionale”. E a guidare questa nuova tecnologia sono pochi soggetti privati, “realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola. Nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale”.