di
Monica Guerzoni
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla al XIX simposio Cotec Europa in corso sull'isola di San Giorgio a Venezia: «C'è un palese problema di sovranità. Non si può permettere che pochissimi privati la usino per un nuovo disordine internazionale»
DALLA NOSTRA INVIATAVENEZIA - Al simposio dello scorso anno, a Coimbra, Sergio Mattarella suonò la sveglia all’Europa sul tema della sicurezza e della difesa comune. E oggi, alla XIX edizione del simposio Italia-Spagna-Portogallo che si è aperto sull’Isola di San Giorgio, a Venezia- presenti anche il presidente del Veneto Alberto Stefani, il sindaco di Venezia al debutto, Simone Venturini, e la presidente di Cotec Italia, Fabiola Gianotti - il capo dello Stato è tornato a spronare l’Unione perché unisca le forze. Questa volta il tema è come ripensare il mondo del lavoro ai tempi dell’intelligenza artificiale, tra opportunità e rischi. E Mattarella vede una sfida «plurale e complessa, una delle grandi prove del nostro tempo» ed è convinto che nessun Paese possa affrontarla da solo.
A preoccupare (molto) il presidente della Repubblica sono le potenzialità dell’IA di incidere sugli ordinamenti sociali, di tagliare drasticamente i posti di lavoro e di aumentare le diseguaglianze. A danno delle persone più fragili e a vantaggio di chi possiede capitali, risorse energetiche, infrastrutture tecnologiche, dati e competenze avanzate: «Il divario tra chi ne dispone e chi ne rimane escluso potrà ampliarsi». Con chi ce l’ha, Mattarella? Con i «pochissimi soggetti privati» si va accumulando il potere. E subito, dal momento che l’inquilino del Quirinale cita lo spazio, il pensiero dei relatori del summit, cui partecipano il Re di Spagna Felipe VI e il presidente della Repubblica del Portogallo António José Seguro, corre al neo trilionario Elon Musk, nelle cui mani, grazie ai mille miliardi che ha in banca, si va accumulando un potere sconfinato.










