Il Presidente cita l’enciclica di Papa Leone XIV

«La dicotomia tra benefici e minacce di un salto tecnologico si presenta ciclicamente nella storia. Ogni grande innovazione ha sollecitato speranze e timori, generando progressi quando compresa nei suoi fini intrinseci e orientata al progresso dell’umanità». Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla 19esima edizione del simposio Cotec Europa, “Ripensare il lavoro nell’era dell’AI: Trasformazione, opportunità e governance”, in corso a Venezia. «Questa dicotomia va sciolta - ha avvertito -. Non nella direzione di una demonizzazione del cambiamento. Al contrario: per esaltarne gli immensi effetti positivi. Sapendolo sapientemente governare, con il fine ultimo di tutelare la dignità delle persone, moltiplicare la consapevolezza, dunque la libertà, dei cittadini e sapendo che il lavoro di ciascuno vi è strettamente connesso». Mattarella ha poi citato l’enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV, che «ha richiamato questa esigenza: l’intelligenza artificiale deve rispettare le capacità di ogni persona, non ridurla a elemento marginale di processi automatizzati».

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