«La dicotomia tra benefici e minacce di un salto tecnologico si presenta ciclicamente nella storia. Ogni grande innovazione ha sollecitato speranze e timori, generando progressi quando compresa nei suoi fini intrinseci e orientata al progresso dell'umanità». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al XIX simposio Cotec Europa in corso sull'isola di San Giorgio a Venezia (presenti anche il re di Spagna Felipe VI e il presidente del Portogallo António José Seguro).

«Questa dicotomia va sciolta - ha poi aggiunto -. Non nella direzione di una demonizzazione del cambiamento. Al contrario: per esaltarne gli immensi effetti positivi. Sapendolo sapientemente governare, con il fine ultimo di tutelare la dignità delle persone, moltiplicare la consapevolezza, dunque la libertà, dei cittadini e sapendo che il lavoro di ciascuno vi è strettamente connesso».

Mattarella ha poi citato l’enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV, che «ha richiamato questa esigenza: l’intelligenza artificiale deve rispettare le capacità di ogni persona, non ridurla a elemento marginale di processi automatizzati».