BRUXELLES – Forti del recente G7, dove l’Unione europea ha difeso i propri interessi sul fronte ucraino, i Ventisette vogliono approfittare del Consiglio europeo di due giorni apertosi oggi 18 giungo per tentare di rafforzare la posizione comunitaria sul fronte internazionale, in particolare assumendo nei confronti della Cina un rapporto più combattivo e meno ingenuo quanto agli squilibri economici, e rilanciando il processo di allargamento con Kiev, anche per giocare un ruolo nell’eventuale negoziato con Mosca.
Da giorni circolano alcune cifre particolarmente significative. Il deficit commerciale con la Cina è salito del 15% annuo nel 2025, a 360 miliardi di euro. Ormai tutti i paesi membri devono fare i conti con un disavanzo nei confronti del paese asiatico. D’altro canto, la Cina è un produttore mondiale di beni industriali, spesso sussidiati dalla mano pubblica (si veda Il Sole 24 Ore del 13 maggio). Alcuni paesi membri, in particolare la Germania, sono alle prese con un reale rischio di deindustrializzazione.
Nella discussione di oggi i leader si erano dati alcuni obiettivi: mettere a punto una analisi condivisa della situazione; valutare gli strumenti a disposizione per contrastare la concorrenza spesso sleale della Cina; e offrire per quanto possibile linee-guida alla Commissione europea. «La sovraccapacità produttiva della Cina è chiara a tutti – spiega un diplomatico nazionale –. Dobbiamo da un lato difenderci e dall’altro migliorare la nostra competitività».











