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A cosa serve l’esame di maturità? A valutare i candidati? A temprare il carattere dei giovani? No. La sua unica utilità sociale è che attraverso l’esegesi delle tracce proposte per i temi di Italiano si può tracciare, anno dopo anno, un identikit politico perfetto di chi è al potere in quel momento. A riprova che l’esame di maturità, da decenni, non serve agli studenti, ma agli adulti, per ritrovare se stessi e confermare la loro traballante identità generazionale e politica.

Quest’anno, però, al Ministero si sono superati nel produrre tracce che sono in fondo un perfetto spaccato della società italica mainstream e del suo modo di pensare e di concepire il mondo.

Partiamo dall’inizio.

Per la traccia di letteratura italiana Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, di cui però vengono scelti due testi che sembrano fatti apposta per disinnescare ogni possibile interpretazione politica e sociale.