Le indagini L'attività investigativa del ROS si è basata sulla costante attività di monitoraggio e web patrolling condotta dalle articolazioni dell'Arma dei carabinieri. Nell'aprile del 2025 da una stazione dei militari sita nel Brindisino è partita una segnalazione all'autorità giudiziaria riguardante l'esistenza di un profilo social su cui venivano pubblicate foto, video e commenti inerenti al conflitto israelo-palestinese. L'account è poi risultato riconducibile a uno degli indagati. Il lavoro dei ROS ha successivamente consentito di ricostruire la rete relazionale virtuale dei due indagati e, specialmente, di documentare un progressivo processo di radicalizzazione del 30enne che è stato poi arrestato. Nella fattispecie, i militari hanno registrato uno scivolamento del fermato da una posizione di generica solidarietà verso la causa palestinese a espressioni di crescente adesione alla retorica jihadista, con manifestazioni di apprezzamento/apologia verso le azioni di terrorismo e il martirio quale forma suprema di devozione religiosa, fino a dichiarazioni di aperto sostegno ideologico a intraprendere azioni dirette.