Resta in carcere il 30enne palestinese, Abdalmuti Abunada, arrestato giovedì scorso a Latiano (Brindisi) dai carabinieri con l’accusa di istigazione a commettere delitti, aggravati dall’utilizzo di sistemi informativi e telematici e dall’essere tali delitti di natura terroristica legati ad una matrice jihadista. Lo ha stabilito il gip del tribunale di Lecce al termine dell’interrogatorio di garanzia che c'è stato oggi. Insieme al 30enne - nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo - è indagato con le stesse accuse anche un connazionale di 25 anni. Oggi, intanto, è stato conferito l'incarico ad un consulente informatico di estrarre tutti i dati contenuti nei pc e nei cellullari dei due indagati. Il 30enne è assistito dal legale Serena Pugliese, che valuterà l’eventuale ricorso al Tribunale del Riesame.
Brindisi, arrestato per aver inneggiato alla jihad: confermato carcere per palestinese
Il 30enne era stato fermato giovedì nel Brindisino. Oggi l’interrogatorio di garanzia
Arrestato a Brindisi un 30enne palestinese per istigazione a jihadismo via canali informatici; il gip ha confermato la custodia in carcere dopo l'interrogatorio. L'inchiesta coordinata dalla Dda antiterrorismo prosegue su due indagati; i dispositivi informatici saranno sottoposti a estrazione dati forense.










