Quattro mafiosi della “Società foggiana” tra cui il boss Rocco Moretti, smentiscono il pentito viestano Gianluigi Troiano. Lo conobbero in carcere a Bari, tutto qui: non l’avevano mai frequentato né prima né dopo quell’occasionale incontro, tantomeno parlarono con lui di affari privati e di malavita. Rocco Moretti ha anche escluso d’aver detto a foggiani e viestani di non far vedere la Gazzetta del Mezzogiorno, l’inserto di Capitanata, ai detenuti baresi per evitare che pentendosi riferissero quanto letto sostenendo d’averlo appreso dai carcerati foggiani. Così gli interrogatori ieri in corte d’assise d’appello a Bari del capomafia Rocco Moretti e di altri 3 affiliati al clan: Leonardo Lanza, Ernesto Gatta e Fabio Tizzano. Tutti detenuti, per cui sono stati ascoltati in videoconferenza; i giudici li hanno citati quali testi a riscontro delle dichiarazioni rese da Troiano in aula il 15 ottobre 2025.
Sotto processo c’è Giuseppe Albanese, 46 anni, presunto componente del gruppo di fuoco del clan Moretti, condannato a Foggia all’ergastolo per l’omicidio di Rocco Dedda. Fu ucciso da 2 sicari con 3 colpi di pistola sull’uscio di casa in via Capitanata il pomeriggio del 23 gennaio 2016. Agguato collegato alla guerra tra i Moretti/Pellegrino/Lanza e i Sinesi/Francavilla cui era ritenuta vicina la vittima, che tra settembre 2015 e ottobre 2016 contò 10 sparatorie con 3 morti e 11 feriti/scampati.











