Tra i 13 arrestati di oggi nell’operazione che ha colpito due storiche famiglie mafiose palermitane, messa a segno dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Palermo, ci sono due indagati dal cognome «pesante»: Raffaele Galatolo, 75 anni, considerato il boss dell’Acquasanta, condannato all’ergastolo ma che, per il suo percorso da detenuto modello, ha ottenuto anche permessi premio e il regime di semilibertà; Stefano Fidanzati, 78 anni, capo della famiglia mafiosa dell’Arenella.Raffaele Galatolo è considerato il capo mandamento dell’Acquasanta, dopo la morte del fratello Vincenzo ma anche dei killer prediletti dal capo dei capi Totò Riina. Era lui, infatti assieme ai fratelli, a gestire e ad avere il controllo della camera della morte di vicolo Pipitone dove, oltre a strangolare chi si metteva contro Riina, si sarebbero pianificati delitti eccellenti, in cui ci sarebbero stati incontri tra mafiosi e pezzi deviati delle istituzioni.Stefano Fidanzati è considerato l’erede del fratello Gaetano, re del narcotraffico che gestiva il traffico di cocaina a Milano, nonchè boss dell’Arenella-Acquasanta a Palermo. La famiglia Fidanzati appartiene a quell'aristocrazia mafiosa palermitana che fece accordi con i corleonesi di Totò Riina.