di
Carlotta Lombardo
In manette anche altre 12 persone, tra le quali il vecchio boss Stefano Fidanzati: «Riorganizzavano le famiglie dell'Acquasanta e dell'Arenella»
C'è anche il boss Raffaele Galatolo, 75 anni, capomafia dell'Acquasanta tra i 13 arrestati nell'inchiesta della Dda di Palermo sulle «famiglie» mafiose dell'Acquasanta e dell'Arenella e che questa mattina, con l’operazione del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, ha portato otto persone in carcere e cinque ai domiciliari.
Nonostante la condanna all’ergastolo, Raffaele Galatolo – definito lo «strangolatore di vicolo Pipitone» per la sua ferocia negli anni Ottanta – avrebbe continuato, secondo gli investigatori, a riorganizzare e gestire il clan, impartendo ordini durante i permessi premio e la semilibertà ottenuti dal carcere di Secondigliano, dove lavorava presso un’associazione di volontariato. In manette anche un altro storico capomafia palermitano, Stefano Fidanzati, 78 anni, della storica famiglia di narcotrafficanti dei Fidanzati dell’Arenella, che tra Milano e Palermo hanno costruito il loro impero economico. Ergastolano e considerato un detenuto modello tanto da usufruire di diversi permessi premio grazie ai quali tornava a Palermo.










